I commenti più recenti
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Fox
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13/10/2026 Cristina Dario Pesante e ripetitivoUn romanzo corposo di oltre 700 pagine in cui l’incontestabile bravura e la straordinaria capacità narrativa dell’autrice si rivelano per l’intera trama. Il fattore che penalizza la lettura sono le continue ripetizioni nelle prolisse descrizioni dei paesaggi, degli ambienti e delle azioni dei personaggi specie relative al protagonista Fox. Il tema è purtroppo attuale e spregevole: la pedofilia. Un insegnante che circuisce le sue studentesse con un’abilità sorprendente, portandole a non riconoscere la violenza subita e a trasformarla in un privilegio, quasi fossero sotto un incantesimo (artefatto). Rimarranno fedeli al mostro anche dopo la rivelazione pubblica da parte della polizia. Le indagini restano sempre sotto traccia e sotto tono rispetto al filone principale, solo verso la fine si riprendono la scena ma ormai è troppo tardi e a questo punto si può presagire l’identità dell’omicida.
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Nella casa dei segreti
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11/10/2026 Giorgio Lot Secondo libroDopo aver letto "una di famiglia" ho voluto leggere un'altro libro dell'autrice e l'ho trovato molto, se non tanto, simile al primo, stessa situazione, una governante con precedenti, stessa casa di persone ricche, stesse situazioni con personaggi strani. Bastava un libro.
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La canzone del ritorno
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11/10/2026 Alejandra Aranburu Imatz Rock e storiabellissima storia che descrive una Spagna di trasizione
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Il bosco ricorda il tuo nome : [romanzo]
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11/10/2026 Alejandra Aranburu Imatz lettura piacevolerealismo magico in una storia basca
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Al giardino ancora non l'ho detto
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11/10/2026 La cura di Sé, la cura del giardino ed il viaggio finalePia Pera, oltre ad essere stata saggista e traduttrice di letteratura russa, fu anche scrittrice di natura in varie riviste, e la scoperta della malattia neurologica la porta a ripercorrere la sua passione. Il giardino (con l’orto, il frutteto, il prato) come metafora della vita, dà vita ad un lungo commiato. E la sua grande preoccupazione è chi si prenderà cura di questo grande giardino, coltivato, curato ed amato per tanti anni, elemento distintivo e figliale della sua vita. Mai melanconico, sebbene racconti il suo fine vita. Un libro da lasciare sul comodino per centellinarlo, per vivere con lei le difficoltà procurate dalla malattia, le emozioni che offre la natura e le scelte (o le debolezze) che in questo momento ci si perdona. Le sue riflessioni accompagnano verso un sereno addio a ciò che si lascia. Struggente ma non triste, anzi, pieno di vita e di speranza.
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Tempeste : il clima che lasciamo in eredità ai nostri nipoti, l'urgenza di agire
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10/10/2026 Sconvolgente!Se vi interessa la tematica del cambiamento climatico, dovete leggere questo libro. In quest' opera, datata 2009, James Hansen descrive esattamente ciò che sta accadendo ora al nostro clima, e ne individua le precise responsabilità. Già al momento della pubblicazione, l'autore descriveva l'urgenza di agire per tentare di mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Letto nel 2026, a 17 anni di distanza, lascia al lettore un senso di amarezza, perché ci si rende conto di come l'umanità stia continuando a perdere tempo e non si renda conto verso quale catastrofe climatica stia andando.
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A ciascuno il suo
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10/10/2026 Un giallo atipico, "all'italiana".Quando ho letto questo giallo, non so esattamente perché, mi è venuto da pensare a quest' opera come "un giallo all' italiana". Se cercate un thriller classico, questo libro non fa per voi, perché questa storia è anomala rispetto ai classici polizieschi. Qui, il protagonista si trova coinvolto nelle indagini di un doppio omicidio e ne pagherà le conseguenze. Il finale?...."all'italiana".
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Orbital
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09/10/2026 Grandi e piccoliPremessa: ho impiegato più di due mesi per leggerlo! Essendo un libro molto particolare, non riuscivo a leggere più di un paio di pagine per volta perché è raccontato in modo molto lento, pieno di particolari. Però quelle due pagine era come leggere una poesia, lasciarsi cullare dalla lentezza della vita a bordo degli astronauti e dai loro pensieri mentre si sorvola la Terra velocissimi, tanto veloci da vedere in un giorno 16 albe e 16 tramonti. La consapevolezza di quanto piccoli siamo ma anche a quanti progressi è arrivato l'umano
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10/06/2026 Gruppo Di Lettura Il Club Del MartedìUn libro decisamente fuori dal comune “Orbital” che porta il lettore oltre la realtà contingente per spostare lo sguardo su temi complessi e universali: vita, valori etici, morte. Trasportati in un’angusta navicella nell’immensità dello spazio, dove le leggi fisiche che regolano la vita terrestre sono completamente annullate, i 6 protagonisti ci regalano la prospettiva dall’alto del nostro pianeta con l’entusiasmo degli esploratori e l’arrendevolezza di chi non può intervenire né per fermare il tifone né per convincere l’umanità dell’assurdità e piccolezza di molte azioni e convinzioni. Da quella distanza i confini sono pure convenzioni, gli esseri umani sono insignificanti rispetto alla grandezza dell’universo. Alternando resoconto scientifico e riflessione filosofica, Samantha Harvey ci regala 24 ore e 16 orbite intorno alla Terra in cui anche noi lettori siamo affacciati assieme agli astronauti sulla nostra “Casa”, unica eppure irrilevante allo stesso tempo. La ripetitività delle azioni e delle descrizioni è risultata un po’ pesante, ma l’avvicendarsi di sogni e ricordi dei protagonisti ha reso piacevole il libro alla maggior parte dei presenti che l’hanno trovato ricco di spunti e di meditazioni e a tratti persino commovente. I 6 passeggeri si accostano al finestrino come visitatori di un museo, osservando 16 quadri esposti. Lì fuori - o “sotto” – le vite delle persone continuano o si spezzano senza che loro possano fare nulla, impotenti e distanti. Le luci delle metropoli o i paesaggi intravisti testimoniano l’eccezionalità della vita sul pianeta, qualcosa che però diamo spesso per scontato. La fragilità è il tema principale, quella degli astronauti che dipendono l’uno dall’altro e quella degli esseri viventi sulla Terra. La minaccia in fondo è la stessa: i conflitti che possono scatenarsi, così come l’imprevedibilità degli avvenimenti, possono compromettere il delicato equilibrio vitale sia all’interno della navicella che sul pianeta. Basta una crepa o un errore umano sulla navicella per cancellare le esistenze dei protagonisti, così come un tifone o una guerra nucleare possono spazzare via la vita sulla Terra. Quello che evidenziano i 6 astronauti è che la convivenza non solo è possibile ma necessaria. La loro cooperazione è vitale e le loro diverse provenienze, lingue e ideologie politiche o religiose non contano nulla di fronte alla necessità e alla volontà di perseguire un obiettivo comune. Alcune lettrici hanno trovato il libro banale nei temi e negli spunti, che pur sarebbero interessanti ma che non vengono approfonditi e non aggiungono nulla di nuovo a considerazioni già note. Ci siamo soffermati sull’inevitabile questione se valga la pena spendere risorse umane ed energetiche, oltre che enormi somme di denaro, per mandare in orbita totem fallici e narcisistici per raggiungere altri pianeti anziché salvare il nostro. O se sia moralmente accettabile che gli astronauti siano cavie al pari dei topi per studiare gli effetti dell’assenza di gravità sui corpi. Eppure la sete di sapere, lo spirito avventuroso che appartiene a questi uomini e donne li spinge a voler reiterare l’esperienza, a tornare più e più volte in una sorta di “dipendenza cosmica”. Il loro microcosmo affacciato sulla Terra diventa monito per il lettore che ridimensiona la sua prospettiva e al contempo diventa consapevole della spettacolarità e unicità di quel panorama. La Terra è la risposta a tutte le domande e noi siamo foglie al vento. Pensiamo di essere il vento, ma di fatto siamo solo foglie.
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19/05/2026 Gruppo Di Lettura - Il Club Del SabatoIl romanzo “Orbital”, della scrittrice inglese Samantha Harvey, Booker Prize nel 2024, ha diviso nettamente il nostro gruppo di lettura. Di certo si tratta di un romanzo particolare, a partire dall’ambientazione: una stazione spaziale in orbita attorno alla Terra, giunta alla sua ultima missione prima di essere smantellata. Da questo osservatorio privilegiato noi lettori, assieme ai 6 astronauti che compongono l’equipaggio della missione, abbiamo potuto vivere l’esperienza del tutto eccezionale di 24 ore trascorse in assenza di gravità in orbita attorno al nostro pianeta. Alcuni di noi hanno assaporato almeno in parte il cosiddetto “Overview effect”, come viene chiamato dagli astronauti: quella sensazione euforica e inebriante piena di stupore e tenerezza che si prova alla vista della Terra dallo spazio. La contemplazione della bellezza e fragilità del nostro pianeta occupa una parte considerevole del libro. Per alcuni lettori, la ripetuta descrizione delle emozioni provate dagli astronauti, assieme all’elenco delle città e dei luoghi riconosciuti sulla superficie terrestre, sono risultati ripetitivi e alquanto noiosi. Al contrario, altri partecipanti del nostro gruppo hanno apprezzato molto queste elencazioni di luoghi geografici provando una sorte di inebriante ipnosi nel seguire le orbite terrestri. Anche la parte del racconto dedicato agli esperimenti scientifici, all’attività fisica, ai piccoli interventi di manutenzione, così come il poco tempo concesso alle relazioni tra i membri dell’equipaggio e agli scambi di notizie con le loro famiglie a casa, è risultata poco attraente per alcuni di noi, magari meno coinvolti nell’argomento e, invece, interessante per altri. La mancanza di una trama vera e propria ha contribuito a rendere il libro faticoso per parte del gruppo. “Orbital”, infatti, non è né un vero romanzo né tantomeno un saggio: è piuttosto una lunga giornata di contemplazione e riflessione sulla bellezza mozzafiato della Terra e sulla sua, e nostra, fragilità. A conti fatti Orbital non è un libro sullo spazio ma sulla Terra e la lontananza concessa dalla stazione spaziale serve soltanto a permetterci di guardarla, finalmente, con uno sguardo puro e innamorato, colmo di cura e protezione.
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