Il trattato sulle gemme per l’Ilkhanide – scritto intorno al 1256 dall’astronomo-meccanico persiano Nasir al-Din al-Tusi – costituisce un’opera unica nel suo genere, in grado di mettere in dialogo pietre preziose, meccanica e verifica di laboratorio.
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Il testo, cui si è arrivati grazie a un manoscritto di meccanica, analizza gemme, antidoti di origine animale e vegetale, metalli, lavorazioni e impieghi a scopo terapeutico o propiziatorio; inoltre, la presenza di aneddoti e racconti presta il trattato a confronti con omologhe opere greche, latine e arabe. Il filo conduttore è l’equilibrio: intriganti sono i richiami alla bilancia normale utilizzata nelle mescole e a quella idrostatica per determinare peso specifico e grado di purezza dei materiali.