Un uomo maturo parte da Cortina d'Ampezzo per una corsa solitaria fino a Dobbiaco. Non è una gara, ma un attraversamento interiore. Lungo il percorso, tra boschi e silenzi, riaffiorano le figure dei suoi antenati, dal soldato romano al partigiano, ciascuno custode di una memoria che lo riguarda. Accanto a lui compare Massimiliano, fratello e coscienza, guida discreta nei momenti di dubbio.
[...]
La corsa si trasforma in una discesa nella propria fragilità, fino all'incontro simbolico con Giuda, emblema della colpa e della possibilità di redenzione. Al termine del cammino, il protagonista comprende che le radici non sono un vincolo ma una linfa: l'identità non si conquista, si attraversa.