Frammenti di una storia, come vasi rotti da riparare. Nel cuore di una Bulgaria rurale e spietata, la piccola Anna impara a sopravvivere nell’invisibilità. Nascosta tra le lettere del suo sillabario – dove la “C” diventa un cavallo e la “E” un prato su cui riposare – sfugge alla violenza del padre e all’abbandono di una madre in fuga.
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Quando Darina entra nella sua vita, Anna trova in lei una protezione feroce eppure ambigua. Perché quella donna imponente dagli occhi verdi e inquietanti le ricorda il furgone che ha portato via sua madre, verso una morte metaforica o forse reale. Tra alleanze segrete con il figlio dei vicini nemici e la fame che le rode l’anima, Anna deve imparare da sola l’alfabeto della propria esistenza. Zdravka Evtimova intreccia infanzia e crudeltà in un romanzo potente sulla resilienza, dove la bellezza nasce dalle crepe e la salvezza ha sempre un prezzo alto da pagare.