«Morto è un termine scolorito, sente della dolce morte naturale, casalinga, sul proprio letto, assistito da medici e famigliari che piangono. La morte squallida di Mauthausen, quella improvvisa e violenta delle stragi naziste, si distingue con kaputt.» «Tu passerai per il camino» è stata la minaccia che per anni i kapò e gli aguzzini nazisti hanno ripetuto ai prigionieri del campo di Mauthausen.
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Un riferimento esplicito e crudele ai forni crematori, una frase che è diventata sinonimo di morte. Vincenzo Pappalettera aveva venticinque anni quando fu deportato. Vent'anni dopo la liberazione ha raccontato in questo libro l'orrore di quei giorni. Per chi è morto, per i molti che non sanno e i troppi che non vogliono sapere, per gli increduli in buona e mala fede e per le generazioni future.