Said è troppo piccolo per comprendere la guerra ma è già grande per difendersi da essa, per coglierne gli orrori e vedere i sogni infranti: come quello del suo fedele amico Faruk, al quale una mina ha distrutto le mani e, con esse, il suo sogno di diventare portiere.
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In questo testo si racconta la guerra e l'autore affida le sue parole alla voce di un ragazzo arabo, Said, che vaga tra le macerie di una Bagdad irriconoscibile e racconta tutta la paura e l'amarezza di un popolo.