Attraverso ricerche storiche e sociali, Raffaele Nigro ne I Fuochi del Basento,ha ricostruito lo scenario del Mezzogiorno tra il 1784 e il 1861 e lo ha popolato di personaggi emblematici della realtà contadina dell'epoca. Accanto a figure storiche (I re di Napoli, il Cardinal Ruffo, Murat, Garibaldi) ci sono uomini comuni, che hanno "fatto" la Storia con la loro vita quotidiana.
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In particolare, c'è una famiglia di braccianti: Federico Filangeri, che s'innamora di Maria Teresa, figlia del capo di una rivolta antiborbonica, e poi la ripudia perché non è vergine; il frate Raffaele Arcangelo, carmelitano scalzo con le stimmate, fondatore dell'Ospizio del Preziosissimo Sangue; Carlo Antonio Nigro, bracciante artefice del rapimento della vbella figlia di un borghese, che diventerà poi generale al servizio del re, e molti altri indimenticabili protagonisti che vivono, combattono, muoiono tra rivoluzioni e carestie, stragi ed epidemie, eventi storici e avventure private. La loro cronaca familiare diventa così una grandiosa saga di sangue e di poesia, così vivace e appassionante da entrare a merito nel filone della grande letteratura meridionalistica italiana.