Nel 1887, a Polcenigo, vicino a una grotta dove ha origine il leggendario Gorc, il torrente Gorgazzo, la dodicenne Lene scorge lo spirito di una ragazza riflesso nell'acqua.
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Convinta che l'apparizione sia frutto di un'allucinazione, dovrà presto ricredersi: negli anni la ragazza del Gorc continuerà a seguirla, finché Lene, temendo di essere perseguitata da un'agana – uno spirito dell'acqua –, ne parlerà con la madre. Quella di Lene non è follia, ma un dono che imparerà a conoscere grazie a Cumina, una donna solitaria che, per la gente del vicino paese di Sacile, è una mezza strega e una mezza guaritrice. Sarà Cumina, la vecchia benandante, a svelare a Lene di cosa è capace, così che anche lei possa essere una benandante, una ragazza nata con la camicia che nel sogno è in grado di combattere battaglie notturne contro il male. Mossa da una nuova consapevolezza, grazie agli incontri scaturiti dalla sua capacità di vedere i morti e di sciogliere i malefici tra i vivi, Lene scoprirà il segreto della ragazza del Gorc, un mistero che la riguarda da vicino: per svelarlo, però, dovrà scavare tra le verità sepolte del proprio paese, incontrando l'arroganza e la prepotenza del conte Rustignàn, il fascino del conte veneziano Sovièr, e il giovane Tomâs, uno scrittore giunto in paese per intervistare alcune possibili streghe o benandanti al fine di trarne un libro. Mentre le vicende si intrecciano intorno a un antico femminicidio rimasto irrisolto, Lene e la ragazza del Gorc, ognuna con il proprio ciondolo al collo, sono costrette ad affrontare un viaggio alla ricerca di sé, scoprendo che una scelta, anche quando fa male, è prima di tutto un atto di responsabilità.